mercoledì 2 maggio 2007
Laboratorio 2004 - 2005 - 2006
EL BOCADILLO (TP) estate 2004: Labortatorio 2004: il prologo: cos'è? e perché? scrivere per spiegarsi è impossibile: si è persi in partenza. i tentativi sono necessari ma l'esito finale non è garantito. il mio sforzo è qui però, nel tentare di smussare questa verità ma si sa già che qualcosa si perderà per strada e il rischio - o il bene - sarà quello di dire il dicibile - e questo in quanto tale non basterà. prima questione: cos'è "laboratorio 2004: il prologo"? per rispondere dirò tanto e il rischio che correrò sarà quello scritto prima. seconda questione: perchè "laboratorio 2004: il prologo"? qui sarà ancora più complicato dare una risposta ma sarà un problema di cui me ne occuperò dopo. vediamo quindi cos'è' "laboratorio 2004: il prologo"? laboratorio 2004 è un luogo e un momento dove si tenta di far partorire nuove idee, nuove emozioni, dove si cerca di lavorare verso un fine senza sapere se esso avrà mai il coraggio di esiste veramente; si tende verso, ci si muove da, ci si emoziona per; ci si sforza di far vivere più elementi, l'uno accanto all'altro, senza che essi stessi lo sappiano e senza che la Dea natura, almeno in apparenza, abbia deciso di farli convivere. laboratorio 2004 è un grande braciere dove mettere qualcosa di noi per poi vedere cosa altro da prima verrà fuori, con la certezza che mai sarà la somma delle sue parti. il prologo, invece, testimonia il momento, nudo e crudo, di presentazione di questi elementi - che vivono all'interno del laboratorio e che in qualche modo sono stati scelti col fine di vedere se è possibile raggiungere un'unità, composta si, ma un'unità, che vive, si organizza e fa le sue scelte - pagandone anche le conseguenze che ne derivano. ogni elemento inserito è un simbolo e in quanto tale sta al posto di qualcos'altro per rappresentarlo indirettamente in tutto e per tutto; nel dettaglio troviamo: a. la parete klimtiana, ovvero tre quadri di KLIMT che danno veridicità al sentimento che tutti gli esseri possono provare quando guardandosi negli occhi di colui o colei che sta di fronte loro riescono a vedersi, a cogliere un luogo altro dove è possibile raggiungere la pace per i loro sensi stanchi e tesi come le corde di un violino suonato male: ovvero ci parlano dell'amore, di questo incommensurabile sentimento che lega da sempre gli essere viventi. b. i suoni, ovvero la musica: elemento arcaico di assoluta purezza che tenta di far emergere qualcosa in tutti noi che porgiamo l'orecchio al suo ascolto ma che in effetti ci serve per nutrire la nostra anima, quanto mai arida e piatta, a farla stare bene, a farla emozionare e a volte, perché no, anche a farla piangere. c. gli sguardi, quindi le maschere, simboli arcaici di unità e fratellanza dei popoli che a loro hanno donato l'incertezza per il loro futuro; simboli di speranza e di protezione che hanno accompagnato l'essere umano sin dai tempi più lontani. d. i veli, cioè i teli di raso colorati che rappresentano il mediterraneo con i suoi profumi, le sue luci, le sue tradizioni, la sua storia e quindi noi e i nostri antenati. e. i gereoglifici, che nella loro evoluzione sono approdati ad essere chiamati semplicemente disegni ma che nella loro complessità dicono tanto come i loro predecessori: sono anche loro i primitivi esperimenti dell'uomo nel confrontarsi con se stesso, con i suoi desideri, con le sue paure. credo che una matrice unica possa esistere ed essere vista: ma per far ciò occorre guardare vedendo altrimenti l'invisibile rimarrà per sempre e il tutto ci apparirà come estraneo rischiando di far emergere in noi una reazione di inadeguatezza al posto dove siamo, una reazione di distacco a ciò che vediamo. credo che questa matrice vada rintracciata in un passato che a tutti noi appartiene e di cui spesso non si tiene conto. ed è in questo passato che può essere messo a nudo quanto di più vero è dell'uomo e di come a questo lui si rapporta. gli elementi sopra sono i suoi tentativi di scoprirsi e di rileggersi sapendo che ciò che è non è e tentando il più possibile di arrivare vicino alla agognata verità. occorre pensare a questo per non ritrovarsi totalmente estranei a se stessi senza però che lo si sappia mai. noi siamo perché eravamo e da lì se vogliamo occorrerà partire alla scoperta di ciò che più di misterioso e arcano esista: NOI STESSI. adesso vediamo perchè "laboratorio 2004: il prologo"? non lo so ma: ..... del resto nulla comincia ad un "certo" punto e finisce ad un altro ..... (U. Neisser) ___________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________ • EL BOCADILLO (TP) estate 2005: Labortatorio 2005: l'etica della morte: alberi, uccelli, fiori - fili d’erba. grida, silenzi di presenze, di agguato, di fame - di paura. libertà – sete - fame, vento - pioggia. orizzonte nemica, giorno/notte di vita/di morte. frutti - foglie vive - rami secchi, radici pulsanti. energia! natura cangiante, indipendente - priva di insuccessi - piena di amore verso ogni suo frutto. legge … … … rispetto … … … armi. rimorso? al contrario … … … giustizia, equilibrio. qualcuno sceglie e qualcuno riceve e da lì si parte. l'uomo, verme (agg. qualif.) animale sconvolge ogni ecosistema, ogni equilibrio ecologico: pretende, uccide, non ha rispetto di niente, di nessuno. le armi meschine, fredde, prive di personalità e di autonomia; i laghi elettrici, le lampade artificiali, le bombe e i fucili, le reti, le buche e le fosse di morte, di non ritorno. esportazione clandestina; saccheggio; sfruttamento, razzismo; caccia, pesca. business solo business. enorme disprezzo verso coloro che alimentano questo scempio. reagire? accettare? poco arriva ma tanto viene commesso. occorre avere coraggio di sapere, e solo poi decidere se rimanere oppure cominciare. poco arriva ma tanto viene commesso. occorre avere coraggio di sapere, e solo poi decidere se rimanere oppure cominciare. l’uomo deve reagire, deve essere informato. se ciò non accade sterco continuerà a gettarsi su una specie – quella umana – che di pregi ne ha tanti ma che cancella accreditando, con il silenzio e l’indifferenza, l’interminabile omicidio ecologico di cui ne è esclusiva protagonista. per avere idea, ecco alcuni link: www.lifegate.it - www.peta.org - www.enpa.it - www.oipa.it - www.aiutalanatura.it - l’etica della morte porta in scena oggetti di guerra - scudi, guerrieri, saggi di vita; considerazioni altre - la venerazione della donna verso un elefante di un villaggio indiano; i tappeti … … … simboleggianti il pelo degli animali; i ciuffi di paglia … … … la foresta; le donne … … … danzanti, inneggianti il fato per una buona cacciagione; ed infine, l’etica che sovrasta come un inamovibile macigno ogni azione umana. l’etica di oggi: morte certa di quell’attore – l’animale; l’etica di ieri: morte certa di un attore – l’uomo e/o l’animale. ___________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________ • EL BOCADILLO (TP) estate 2006: Labortatorio 2006: l'etica dell'amore. L’intento non è dei più facili. Scrivere sull’amore dopo che poeti, pittori, scultori, compositori, registi hanno tentato e tentano ancora oggi di descriverne le possibili emozioni connesse e gli odi ingannevoli del presente che ne possono derivare beh, risulta difficile, arduo forse impossibile tanto a loro figuriamoci a me. È per questo che il mio è solo un raccontare, un descrivere, un ipotizzare sull’amore e per l’amore. L’amore divide, unisce, crea passione, energia. A volte è una gabbia di cui non si ha consapevolezza (citazione antonelliana). L’amore è un sentimento vasto, attraversa ogni tipo di confine geografico – affettivo: può essere rivolto ad un animale – reale o immaginario – ad una persona – di qualsiasi sesso; ad una cosa; perfino ad una professione: mi riferisco ad es. alla cura operata da diversi chef nel gestire i vari condimenti; o ai pittori, che con i loro quadri riescono a parlare del proprio sentimento impossibile a dirsi. Solo quell’immagine, null’altro potrà. L’amore non ha confini: ne di spazio ne di tempo. È tutto. E per tutto. L’amore è in ogni dove, si nutre di tutto e di tutti. Tra mistero e “devozione” ci conduce – con la sua presenza – alla vita – o alla morte. Credo che sia impossibile non amare. Il palco. Quest’anno ha voluto essere verosimilmente un harem: luci, cuscini, veli, tappeti, candele, musica; tutto quello che concerne ad un harem in grande stile. La gente poteva salire e sedersi tra luci e ombre di quella notte. L’aspetto dinamico era dato dall’eterogeneità dei sentimenti che in un divenire costante venivano posti in essere in maniera del tutto casuale e senza la possibilità di previsione. Potevi trovarci donne, uomini, bambini, ognuno con le sue tipiche emozioni. Alle mie spalle era possibile nutrire la propria immaginazione con un quadro. L’autore, mio amico, creatore di innumerevoli opere di difficile visibilità per la particolare riservatezza dello stesso, ha sempre proiettato su tela le proprie emozioni relative al sesso – fratello non minore dell’amore. Onorato di aver avuto la possibilità di esporre una sua opera all’interno del laboratorio 2006. Un ringraziamento particolare ad un ri-trovato set designer: giovannino genovese. Con la sua pazienza e creatività ha potuto dare – domenica dopo domenica – luci, colori diversi, ombre nuove al palco. La luce era – e forse sarà – il suo futuro. Ringrazio sempre i miei sponsor che con la loro fiducia consentono a questo percorso speculativo – sui temi di vita – di esistere e di andare avanti, anno dopo anno. Alcuni sono nuovi, altri vanno via, altri ancora sono sempre esistiti. Poco importa. Grazie! Un bacio alla mia dolce anto. A presto, ciccio. 9 agosto 2006. ___________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________
Iscriviti a:
Post (Atom)